Fermentare è un atto politico

 



Microbiota, neurodivergenza e resistenza al capitalismo della velocità


Fermentare non è soltanto una tecnica alimentare. 
È una pratica biologica, culturale e politica.

La lattofermentazione dei vegetali — una delle tecniche più antiche di conservazione del cibo — produce ecosistemi microbici vivi composti principalmente da batteri lattici. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha mostrato come il consumo regolare di alimenti fermentati possa contribuire alla diversità del microbiota intestinale e alla riduzione di alcuni marcatori infiammatori.

Questo non riguarda solo la digestione.

Attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello, il microbiota influenza sistemi neurochimici fondamentali per l’umore, la regolazione dello stress e la cognizione. Batteri intestinali e loro metaboliti partecipano infatti alla modulazione di neurotrasmettitori come serotonina, GABA e dopamina.
In altre parole: la nostra mente è anche un ecosistema microbico.
Ma la questione non è solo biologica.



Il capitalismo della velocità


Il sistema economico contemporaneo è costruito su un principio fondamentale: accelerazione continua. 
La produzione, il lavoro cognitivo e la comunicazione sono organizzati secondo logiche di rapidità, risposta immediata, frammentazione dell’attenzione, riduzione dei tempi di verifica e riflessione.

Questo modello entra in conflitto con molti funzionamenti cognitivi umani, e in modo particolare con quelli neurodivergenti. Le menti ADHD, AuDHD o altamente associative spesso operano attraverso processi di esplorazione iterativa, sperimentazione continua, verifica e perfezionamento nel tempo, 
costruzione di sistemi complessi

Questi processi richiedono tempo lungo, possibilità di errore e cicli di feedback.

Il capitalismo cognitivo, invece, richiede l’opposto: prestazione immediata senza fase di incubazione. E quando il tempo per osservare, verificare e perfezionare viene sistematicamente negato, molte persone sperimentano stati di:
sovraccarico cognitivo
frustrazione cronica
ansia legata al controllo del processo
sensazione di incompletezza permanente.

Non si tratta di una causa diretta di disturbi psichiatrici, ma di un ambiente che può amplificare vulnerabilità neurologiche e difficoltà di regolazione emotiva. In questo senso il problema non è solo individuale: è strutturale.


Fermentazione e tempo biologico


La fermentazione domestica introduce una temporalità radicalmente diversa. Quando si prepara un vaso di vegetali fermentati si attiva un processo che non può essere accelerato artificialmente senza distruggerne l’equilibrio biologico. La fermentazione richiede osservazione, pazienza, monitoraggio, adattamento.
È un dialogo con un ecosistema invisibile. Il risultato non è immediato e non è completamente controllabile. È un processo di co-creazione con la vita microbica. E questa pratica produce qualcosa di raro nella società contemporanea: un tempo di attenzione lenta.


Il laboratorio domestico


Per molte persone neurodivergenti queste pratiche funzionano come piccoli laboratori cognitivi. Quindi fermentare significa progettare un processo, osservare trasformazioni microscopiche, verificare risultati nel tempo, correggere gli errori nel ciclo successivo

È un tipo di attività profondamente compatibile con il funzionamento di molte menti esplorative. Non è un caso che negli ultimi anni pratiche come fermentazione, autoproduzione alimentare, giardinaggio, artigianato lento, stiano emergendo come forme di micro-resistenza culturale. Non perché siano nostalgiche. Ma perché ristabiliscono un rapporto tra biologia, tempo e conoscenza pratica.



Microbiota e politica del vivente


La fermentazione ci ricorda qualcosa di fondamentale: la vita non è individuale. Ogni essere umano è un super-organismo composto da trilioni di microbi che partecipano alla nostra fisiologia. Questa prospettiva biologica mette in crisi l’idea neoliberale dell’individuo isolato e autosufficiente. Il corpo umano funziona grazie a cooperazione, simbiosi, equilibri ecologici complessi.

La logica della competizione permanente — che struttura gran parte delle istituzioni economiche contemporanee — è quindi biologicamente miope.



Houselab: un laboratorio di tempo lento


In questo contesto, pratiche domestiche come la fermentazione non sono semplici hobby. Sono micro-infrastrutture culturali. Luoghi dove sperimentare: relazioni non estrattive con la natura, tempi biologici non accelerati, forme di conoscenza incarnata, cura del corpo come ecosistema. Houselab nasce proprio come spazio di questo tipo: un laboratorio dove arte, biologia quotidiana e riflessione politica possono incontrarsi. 
Fermentare, in fondo, significa accettare che la trasformazione richiede tempo. E in una società ossessionata dalla velocità, prendersi il tempo della trasformazione è già un atto di disobbedienza. 

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