Wellbeing Economy: 11 Modelli Economici che Stanno Ripensando il Futuro
Dall'Economia della Ciambella alla Decrescita, dall'Economia del Bene Comune alla Community Wealth Building: una panoramica dei principali modelli economici che mettono al centro il benessere delle persone, delle comunità e del pianeta.
Negli ultimi decenni sono nate numerose proposte che mettono al centro il benessere delle persone, delle comunità e degli ecosistemi. Pur provenendo da tradizioni diverse – economia ecologica, cooperazione, innovazione sociale, movimenti civici, finanza etica e cultura del non profit – condividono molti principi comuni: limiti ecologici, partecipazione democratica, equità, cooperazione e rigenerazione.
La rete internazionale Wellbeing Economy Alliance (WEAll) rappresenta uno dei principali luoghi di incontro tra queste visioni. L'obiettivo non è demolire ogni istituzione esistente per ricominciare da zero, ma accompagnare una trasformazione culturale, sociale ed economica dall'interno delle comunità, delle organizzazioni, delle imprese, delle amministrazioni pubbliche e dei movimenti sociali. È la stessa logica che anima molte esperienze culturali e artistiche contemporanee: immaginare altri futuri e iniziare a costruirli nel presente.
Alcuni modelli a confronto
| Modello | Idea centrale | Obiettivo principale | Strumento chiave | Visione della crescita |
|---|---|---|---|---|
| Economia della Ciambella | Vivere entro i limiti planetari garantendo i diritti sociali | Equilibrio tra bisogni umani ed ecosistemi | Indicatori sociali ed ecologici | Crescita non necessaria |
| Decrescita | Ridurre produzione e consumi superflui | Benessere con minore impatto ambientale | Sobrietà, relocalizzazione, condivisione | Critica alla crescita infinita |
| Democrazia Economica | Distribuire il potere economico | Partecipazione dei cittadini alle decisioni | Cooperative, proprietà diffusa | Crescita subordinata alla democrazia |
| Economia Partecipativa (Parecon) | Pianificazione democratica dal basso | Equità e autogestione | Consigli partecipativi | Crescita non prioritaria |
| Modello Non Profit di Hinton | Imprese senza estrazione privata di ricchezza | Generare valore collettivo | Proprietà vincolata alla missione | Crescita finalizzata all'impatto |
| Economia del Bene Comune | Misurare il successo tramite il contributo alla società | Dignità, solidarietà e sostenibilità | Bilancio del Bene Comune | Crescita secondaria |
| Economia Collaborativa | Condividere risorse inutilizzate | Riduzione degli sprechi | Piattaforme e reti di condivisione | Crescita dell'accesso più che del possesso |
| Community Wealth Building | Radicare la ricchezza nei territori | Comunità più forti e resilienti | Cooperative, acquisti locali, finanza territoriale | Crescita locale e inclusiva |
| Economia Solidale | Mettere al centro relazioni e mutualismo | Giustizia sociale ed ecologica | Reti territoriali e cooperative | Crescita subordinata alla solidarietà |
| Economia Rigenerativa | Rigenerare sistemi naturali e sociali | Ripristinare la capacità dei territori di prosperare | Approccio sistemico e circolare | Crescita qualitativa |
| Positive Money | Democratizzare la creazione del denaro | Stabilità economica e beneficio pubblico | Riforma monetaria e bancaria | Crescita non come fine |
Ciò che le accomuna
Nonostante le differenze, questi modelli condividono alcuni principi fondamentali:
- l'economia deve essere uno strumento e non un fine;
- il benessere collettivo conta più dell'accumulazione individuale;
- gli ecosistemi non sono una risorsa infinita;
- le comunità devono partecipare alle decisioni che le riguardano;
- la cooperazione può essere più efficace della competizione;
- il valore non coincide necessariamente con il profitto.
Per questo motivo molte persone e organizzazioni non scelgono un unico modello, ma costruiscono pratiche ibride. Una cooperativa può adottare principi di economia del bene comune, utilizzare strumenti di community wealth building, lavorare secondo logiche rigenerative e partecipare a reti di economia solidale.
Forse la domanda non è quale sia il modello migliore, ma come intrecciare il meglio di ciascuno per costruire società più giuste, resilienti e vivibili.

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